Sarà una rinuncia, per me, ma il mio primo proposito per il 2008 è di NON GUARDARE LE OLIMPIADI.
Volete due o tre motivi? Per cominciare, vi cito questi:
Fonte: Amnesty International
Stamattina, soltanto nel tragitto casa-ufficio, ho perso: il cappello (di lana, comprato una mattina a Porta Palazzo - Torino);la metro, partita di sotto il naso; il cucchiaino di ceramica del mio tazzone zodiacale, finito in pezzi sul pavimento mentre mi preparavo un orzo, in ufficio, ...e probabilmente qualcos'altro di cui non mi sono ancora accorta.
Ci sono dei giorni che le cose ti lasciano, e questo si direbbe uno di essi. Poi, a farci caso, nel mio lettore mp3 stamattina si sono succedute tutte colonne sonore di separazioni. Vediamo: "Total eclypse of the heart", "Arrivederci amore ciao", "Easy like a Sunday morning"... Eh, sì.
Beh, per qualcosa che se ne va, c'è sempre qualcosa che arriva; come si dice, you lose some, you win some. Ora che ci penso, venendo in ufficio ho incontrato un geco cicciottello poggiato su un muro, che nessuno dei passanti sembrava notare. Chissà che porta, lo spiritello.
Il mio sogno nel cassetto di oggi: dormire! Nel cassetto o dovunque sia... anche nel cassetto dell'altro ieri va bene.

Da bambina avevo una piccola pianola elettrica della Casio (in realtà era anche di mia sorella di tre anni più piccola, ma questo non ha importanza).
Dei due brani pre-registrati, uno era l'Inno alla Gioia di Beethoven, la famosa Nona sinfonia, quella che G., a tre anni, chiamava "La nona di Betone" canticchiandola per casa (io ancora non esistevo).
Una decina di anni dopo, quella versione elettronica dell'inno europeo diventò la passione ossessiva di mio fratello M., ancora marmocchio: quel suo ditino paffuto che premeva quel piccolo pulsante rosso della pianola sopravvissuta a me e mia C. diventò l'incubo della casa, sinistro interruttore di tanti mal di testa per tutti, uomini, donne, bambini e anziani.
Una mattina di dieci anni dopo, in un vagone della metro di Roma, andando al lavoro, mi giunge all'orecchio una musichetta familiare; mentre si avvicina la riconosco... E' lei: la nona di Betone! Anche stavolta si ripete ininterrottamente; penso che sarà l'ossessione di un altro bambino, e la tortura cinese di un'altra famiglia.
Mi riporta alla mente immagini dei bambini che siamo stati io, C. e M.; sorrido, e intanto riesco a vedere la stessa pianola in mano ad un altro bambino di sei o sette anni.
Ce l'ha appesa a tracolla, e tiene le braccia penzoloni lungo il corpo, ha lo sguardo vacuo e viene avanti tra la folla, attraverso il vagone, con passo trascinato.
Dietro di lui c'è una donna, che lo spinge avanti col braccio teso davanti a sè, come fosse una marionetta. Anche i suoi occhi sono vuoti, mentre lo fa sostare con andatura meccanica da un lato e poi dall'altro del treno, tendendo una mano rattrappita e un bimbo spento sulle note dell'"Inno alla gioia".
Non mi ricordo più se Beethoven era sordo o cieco.

foto di Mrs.Gina
"I negozi di intimo sono l'acne delle città contemporanee"
...Ma come mi vengono?!
Trovo che gli alberi siano una delle meraviglie del mondo.
Ma non avevo mai pensato che stessero bene anche bendati.

Philippa Lawrence - bond project
Pare che finalmente qualcuno osi mettere in dubbio il mito delle acque imbottigliate: alcune amministrazioni comunali, da quella di New York a quella di Roma, stanno sollecitando i propri cittadini a bere l'acqua fornita dall'acquedotto, anzichè quella acquistata in bottiglia.
Un massiccio lavoro mediatico (una delle tante perversioni pubblicitarie) messo in atto dalle potenti lobby delle acque minerali (giro d'affari cresciuto del 2000% dal 1978, fino a un volume di 100 miliardi di dollari l'anno) ha messo in testa ad Americani ed Italiani (in cima alle classifiche di consumo pro-capite di acqua in bottiglia) che le acque che ci forniscono le premurose industrie siano più sane di quelle già disponibili attraverso la rete idrica nelle nostre case,... quando all'acqua confezionata non vengano addirittura attribuite discutibili proprietà benefiche.
Mi chiedo quanto ci vorrà per allestire una corretta controinformazione, che del resto sarebbe del tutto superflua, se ci si applicasse ad un semplice ragionamento. Basterebbe un po' di logica, infatti per arrivare alle seguenti conclusioni sull'acqua imbottigliata:
Per saperne di più, vi consiglio la lettura di questo breve articolo da repubblica.it.
Potete leggere alcune riflessioni di Serge Latouche sul consumo chilometrico nella trascrizione di un incontro tenutosi a Torino l'ottobre scorso (io e P. c'eravamo! Ciao P.!).
Vi assicuro che cominciare a guardare nel vostro frigo pensando a quanti ettolitri di benzina ci sono voluti per portarci il vostro formaggio spalmabile dietetico potrebbe essere suggestivo (è un po' come avere una betoniera in cucina).
Ah, quanto all'acqua, io filtro quella del rubinetto (che a volte, lo ammetto, non ha un sapore del tutto gradevole) con questa:

I filtri al carbone (che trattengono eventuali scorie ed eccessi di calcio e metalli pesanti e danno un sapore leggero anche all'acqua più dura) vanno cambiati mediamente una volta al mese, ...e nei paesi ecologicamente più attrezzati possono essere persino riciclate.
Chiudiamo i rubinetti ai produttori di acque minerali ed apriamo i nostri!!!