Una grossa fuoriuscita di petrolio si è verificata nei pressi della piattaforma Statfjord nel Mare del Nord, in acque norvegesi. Per le autorità di Oslo, si tratterebbe della seconda più estesa fuga di idrocarburi nella storia del Paese. In base alle prime stime, sarebbero fuoriusciti circa 3.840 metri cubi di petrolio (equivalenti a 24.150 barili), in una zona a 200 chilometri a ovest di Bergen.

O vedo deformato, oppure ci sono davvero molti pancioni in giro.
Sarà una mia impressione, ma mi sembra proprio che stia montando un boom delle nascite. Quest'estate mi guardavo intorno e mi sembrava di sentire decine di pance che lievitavano all'unisono (sul piano personale, il fenomeno si accompagna ad un certo accanimento anticoncezionale di reazione; non mi stupirei se presto mi vedessero, carica di condom, fare volontariato come informatrice nelle scuole!).
Sono sicura che anche voi conoscete qualche donna attualmente incinta. Beh, se doveste trovarvi a scommettere sul sesso della creaturina, io vi consiglio di puntare sulla "F", e non è per femminismo.
Purtroppo c'è poco da scherzarci su: demografi e scienziati registrano da anni una significativa alterazione del cosiddetto "sex ratio", che indica il rapporto tra il numero dei maschi nati sul totale dei bambini nati.
Numerosi studi scientifici dimostrano che le cause vanno attribuite all'innalzamento dei tassi di inquinamento atmosferico, che provocherebbe effetti permanenti sul sistema endocrino e l'attività ormonale (specie sugli estrogeni) e sull'apparato riproduttivo, e su quello maschile in modo più eclatante.
In particolare, i livelli di diossina presenti nell'habitat di chi vive nelle grandi città, provocherebbero la riduzione del numero e della funzionalità degli spermatozoi, abbassando i tassi di fertilità.
Tra il 1939 ed il 1990, la riduzione del numero di spermatozoi nella popolazione maschile è stata netta.
In ambienti contaminati da diossina, si è osservato anche negli animali la riduzione delle dimensioni del pene e del numero di ovuli fecondati.
Il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Milano Bicocca ha condotto uno studio, guidato dal prof. Paolo Mocarelli , sulla popolazione di Seveso, colpita nel 1976 da uno dei disastri ecologici più gravi che l'Italia abbia conosciuto, cioè la dispersione di una nube di diossina (TCDD) a causa di un'esplosione negli impianti della fabbrica ICMESA. La ricerca (finanziata dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Lombardia Ambiente), ha confermato l'esistenza di una netta correlazione tra esposizione alla diossina e alterazione del rapporto maschi/femmine nella popolazione (inquietante che lo studio abbia portato alla luce che gli abitanti di Seveso sono stati esposti ad alti tassi di diossina anche prima del disastro del 1976).
Insomma, magari avrò qualche dubbio, la prossima volta che mi verrà da dire: "Speriamo che sia femmina"!
Alcune fonti: http://www.fondazioneserono.org/serono/serono/portal-view/Aree_tematiche/Fertilita/News/new_747.html;jsessionid=A3C9F07AD1D2F04BC955859CE4FCA2DF?area=Fertilita, http://www.galileonet.it/primo-piano/90/leredita-della-diossina, http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2004/infcro200402/infcro20040213.htm
Ho scelto l'alimentazione vegetariana, e di norma non acquisto parmigiano, perchè è fatto (come quasi tutti i formaggi) con caglio animale.
Tuttavia, ho firmato ugualmente la petizione di Greenpeace contro l'utilizzo di soja ogm della Monsanto nell'alimentazione delle mucche da latte del Consorzio Parmigiano Reggiano.
Invito anche voi a farlo.
Pare che finalmente qualcuno osi mettere in dubbio il mito delle acque imbottigliate: alcune amministrazioni comunali, da quella di New York a quella di Roma, stanno sollecitando i propri cittadini a bere l'acqua fornita dall'acquedotto, anzichè quella acquistata in bottiglia.
Un massiccio lavoro mediatico (una delle tante perversioni pubblicitarie) messo in atto dalle potenti lobby delle acque minerali (giro d'affari cresciuto del 2000% dal 1978, fino a un volume di 100 miliardi di dollari l'anno) ha messo in testa ad Americani ed Italiani (in cima alle classifiche di consumo pro-capite di acqua in bottiglia) che le acque che ci forniscono le premurose industrie siano più sane di quelle già disponibili attraverso la rete idrica nelle nostre case,... quando all'acqua confezionata non vengano addirittura attribuite discutibili proprietà benefiche.
Mi chiedo quanto ci vorrà per allestire una corretta controinformazione, che del resto sarebbe del tutto superflua, se ci si applicasse ad un semplice ragionamento. Basterebbe un po' di logica, infatti per arrivare alle seguenti conclusioni sull'acqua imbottigliata:
Per saperne di più, vi consiglio la lettura di questo breve articolo da repubblica.it.
Potete leggere alcune riflessioni di Serge Latouche sul consumo chilometrico nella trascrizione di un incontro tenutosi a Torino l'ottobre scorso (io e P. c'eravamo! Ciao P.!).
Vi assicuro che cominciare a guardare nel vostro frigo pensando a quanti ettolitri di benzina ci sono voluti per portarci il vostro formaggio spalmabile dietetico potrebbe essere suggestivo (è un po' come avere una betoniera in cucina).
Ah, quanto all'acqua, io filtro quella del rubinetto (che a volte, lo ammetto, non ha un sapore del tutto gradevole) con questa:

I filtri al carbone (che trattengono eventuali scorie ed eccessi di calcio e metalli pesanti e danno un sapore leggero anche all'acqua più dura) vanno cambiati mediamente una volta al mese, ...e nei paesi ecologicamente più attrezzati possono essere persino riciclate.
Chiudiamo i rubinetti ai produttori di acque minerali ed apriamo i nostri!!!



Un paio di anni fa Repubblica dedicò un ampio servizio ad uno studio su elementi tossici e cancerogeni, conservanti e altro accumulati nel corpo umano a causa degli ambienti di vita e dei consumi comuni. Persino non-fumatori, vegetariani e salutisti avevano in corpo quantità nocive di sostanze estranee. Quel caso mi inquietò alquanto....
L'8 settembre scorso Greenpeace Netherlands e WWF Uk hanno pubblicato uno studio dal titolo "A present for life", che documenta come gli elementi chimici tossici presenti nei nostri cibi, TELEFONI CELLULARI, COMPUTER, profumi, cosmetici, abiti, prodotti per l'igiene (a partire da deodoranti e dentifrici), siano già presenti nel corpo dei neonati al momento della nascita, dopo essere stati trasmessi dalla madre attraverso il sangue del cordone ombelicale. Si tratta di sostanze che, almeno negli animali da laboratorio, sono in grado di condizionare lo sviluppo psico-fisico, e di cui non si conoscono gli effetti a lungo termine.
Avete presente il tanto pubblicizzato agente antibatterico Triclosan? Ecco, se siete fedeli consumatori di dentifricio antibatterico (Colgate ne produce uno al Triclosan), ad esempio, avrete l'onore di fare un "bambino antibatterico".
Trovate maggiori informazioni e potete scaricare lo studio completo (anche i dati di laboratorio, se volete) su http://www.greenpeace.org/international/news/poisoning-the-unborn111 os sul sito del wwf.
Per aderire alla campagna di pressione sul Parlamento Europeo, perchè riduca gli inquinanti chimici
nei prodotti di consumo, andate su http://chemicalreaction.org/
"A present for life" è disponibile in pdf sul sito di Greenpeace.
Io da oggi starò ancora più attenta ad usare sempre deodoranti naturali (come quello della Bionsen composto soltanto di sali naturali da sciogliere in acqua) e tornerò al dentifricio omeopatico... costerà di più, ma lo considero un investimento più che necessario. Se non posso impedire a tanta gente di avvelenare me e la mia solo ipotetica prole con (loro) profitto, almeno voglio rendere loro il compito un po' più difficile.

Da tempo mi propongo di documentarmi meglio sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Quella dei termo-valorizzatori, ad esempio, è una questione altamente controversa, che coinvolge numerosi interessi contrapposti, molti apparentemente legittimi, altri nascosti e potenzialmente illeciti.
Quello dei rifiuti in generale è uno degli argomenti più spinosi sui quali noi tutti tendiamo ad una pericolosa rimozione della responsabilità. Produciamo chili di spazzatura pro-capite, eppure nessuno si assume la paternità morale della propria immondizia. La si nasconde agli occhi e alla coscienza.
Mi chiedo quali siano le reali alternative per lo smaltimento dei rifiuti, quali i vantaggi e gli svantaggi della termovalorizzazione, ad esempio; quale sia la situazione in Europa...Appena avrò tempo, mi preoccuperò di delineare un profilo quanto più completo della situazione e proporvelo qui.
Per ora, segnalo ai più volenterosi il sito www.siciliasostenibile.tk, gestito da un mio amico che fa parte di un comitato di protesta contro la costruzione di un termovalorizzatore in una zona agricola e pastorale della Sicilia.