Una grossa fuoriuscita di petrolio si è verificata nei pressi della piattaforma Statfjord nel Mare del Nord, in acque norvegesi. Per le autorità di Oslo, si tratterebbe della seconda più estesa fuga di idrocarburi nella storia del Paese. In base alle prime stime, sarebbero fuoriusciti circa 3.840 metri cubi di petrolio (equivalenti a 24.150 barili), in una zona a 200 chilometri a ovest di Bergen.

Namaskar Dalai Lama!
L'Anticamera del cervello non lo lascia a fare anticamera: ospitiamo simbolicamente il Dalai Lama nel nostro cervellotico spazio virtuale ed extraterritoriale...visto che, per non contrariare sua maestà la Cina, lo evitano tutti come se avesse la scabbia. E' qui in Italia dal 5 dicembre, ma non se ne parla, e tutti, a partire da Prodi e D'Alema, si stanno inventando pure la morte del gatto per non incontrarlo.
Sua Santità, si fermi con noi per una tazza di té! 
Namaste a tutti voi.
Stamattina mi sono svegliata poco dopo le otto, in ritardo, perchè avevo mancato di piazzare la sveglia.
Rotolo giù dal letto, aggrovigliata nei pensieri delle cose da fare, e in corridoio urto nelle notizie scandite ad alto volume dal televisore di P.. Finalmente mi si dipana il torpore attorno alla punta di un'apprensione: "Chissà come sta Biagi..." - dico. E' un pensiero in sottofondo da domenica.
E' tardi, dò un occhio alla doccia che mi aspetta, butto giù un tè preparato in fretta e qualche frollino, per senso del dovere verso quella vecchia tradizione della colazione.
E poi la notizia, alle otto e venti, un secondo dopo i lanci di agenzia, della morte di questo pezzo di storia nostra. Al sentire il nome mi pianto davanti al televisore di P., in camera sua, mentre lui si fa il nodo alla cravatta; mi mangio le notizie e le immagini, come se ci fosse qualcos'altro da sapere.
E intanto mi monta dentro un'emulsione di dispiacere e rabbia, di indignazione per chi ha oltraggiato la persona e la professionalità di uno dei pochi uomini che mi hanno fatto sentire orgogliosa di essere italiana e ci ha privati tutti di cinque anni in cui avrebbe potuto continuare a darci il suo contributo alla lettura di un paese oscuro e ingarbugliato qual è il nostro.
Rispondo con la voce un po' abbassata al telefono, ed al lavoro ci vado abbracciata al suo ultimo libro, autobiografico, "Era ieri", stanato in fretta dalla mia libreria. Ne rileggo qualche stralcio (la Resistenza, il ricordo commosso della moglie e della figlia, il rammarico per l'allontanamento dalla Rai nel 2002)tra una fermata e l'altra della metro, lo tengo tutto il giorno sulla scrivania, omaggio feticcio e manifesto della voglia di non dimenticare e non dismettere mai il compito quotidiano di mantenersi liberi.
La scorsa settimana è stato pubblicato il rapporto annuale di Reporters sans frontières sulla libertà d'informazione nel mondo.
Dal 2002, l'organizzazione aggiorna regolarmente un indice di libertà di stampa prendendo in considerazione il periodo dal 1 settembre alla stessa data dell'anno successivo, ed elaborando una classifica di libertà di informazione su 169 paesi.
L'indice è costruito in base a 50 criteri che commisurano varie dimensioni valutative, dall'apparato giuridico che regola l'informazione, al tasso di impunità per chi commette reati contro la libertà di stampa, alla quantità di azioni di censura avvenute nel periodo considerato, al livello di indipendenza dei media pubblici.
Esso riflette anche le violazioni alla libera circolazione di informazioni attraverso Internet.
Lo scorso anno eravamo al 45° posto.
Quest'anno...
| Rank | Country | Note | |
| 1 | Iceland | 0,75 | ![]() |
| - | Norway BEH, SI', MI SEMBRA PREVEDIBLE... | 0,75 | ![]() |
| 3 | Estonia | 1,00 | ![]() |
| - | Slovakia | 1,00 | ![]() |
| 5 | Belgium | 1,50 | ![]() |
| - | Finland | 1,50 | ![]() |
| - | Sweden | 1,50 | ![]() |
| 8 | Denmark | 2,00 | ![]() ![]() |
| - | Ireland SI', CERTO, E L'ITALIA...? | 2,00 | ![]() |
| - | Portugal INSIEME AL PORTOGALLO?... NO! PIU' GIU', PIU' GIU'... | 2,00 | ![]() |
| 11 | Switzerland | 3,00 | ![]() |
| 12 | Latvia DOPO LA LITUANIA?... NO, NO! PIU' GIU'... | 3,50 | ![]() |
| - | Netherlands | 3,50 | ![]() ![]() |
| 14 | Czech Republic | 4,00 | ![]() |
| 15 | New Zealand | 4,17 | ![]() |
| 16 | Austria | 4,25 | ![]() |
| 17 | Hungary | 4,50 | ![]() |
| 18 | Canada | 4,88 | ![]() |
| 19 | Trinidad and Tobago A PARI MERITO CON TRINIDAD? NO, NO... | 5,00 | ![]() |
| 20 | Germany | 5,75 | ![]() |
| 21 | Costa Rica | 6,50 | ![]() |
| - | Slovenia CON LA SLOVENIA? HMMMM... | 6,50 | ![]() ![]() |
| 23 | Lithuania | 7,00 | ![]() |
| 24 | United Kingdom | 8,25 | ![]() |
| 25 | Mauritius | 8,50 | ![]() |
| - | Namibia | 8,50 | ![]() |
| 27 | Jamaica | 8,63 | ![]() |
| 28 | Australia | 8,79 | ![]() |
| 29 | Ghana IL GHANA!? ...E "NOI"? | 9,00 | ![]() |
| 30 | Greece | 9,25 | ![]() |
| 31 | France | 9,75 | ![]() |
| 32 | Taiwan | 10,00 | ![]() ![]() |
| 33 | Spain | 10,25 | ![]() |
| 34 | Bosnia and Herzegovina | 11,17 | ![]() ![]() |
| 35 | Italy ECCOCI QUAGGIU' | 11,25 | ![]() |
| 36 | Macedonia | 11,50 | ![]() |
| 37 | Japan | 11,75 | ![]() ![]() |
| - | Uruguay | 11,75 | ![]() ![]() |
| 39 | Chile | 12,13 | ![]() ![]() |
| - | South Korea | 12,13 | ![]() |
| 41 | Croatia | 12,50 | ![]() ![]() |
| 42 | Romania | 12,75 | ![]() ![]() |
| 43 | South Africa | 13,00 | ![]() |
| 44 | Israel (Israeli territory) | 13,25 | ![]() |
| 45 | Cape Verde | 14,00 | ![]() |
A salutare la pubblicazione di questi dati così "confortanti" per chi abbia a cuore lo stato dei diritti civili e della partecipazione pubblica in Italia, negli stessi giorni in Italia è esploso il caso del disegno di legge elaborato da Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che paventava di mettere a rischio la libertà di espressione (Art.21 della Costituzione) tramite la Rete.
Il disegno di legge (datato 3 agosto), "Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale" , nasce con l'intento di riformare il sistema dell'editoria, ma di fatto estende la propria ingerenza anche alla disciplina della pubblicazione di informazioni nei siti internet.
Al primo comma dell'art.2 si definisce l'oggetto del provvedimento:"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso".
A tali prodotti si intenderebbe imporre un obbligo di iscrizione in un registro istituito dalla stessa legge, il pagamento di un'imposta di bollo, ed altri vincoli simili a quelli che oggi regolano il sistema dell'editoria tradizionale.
L'amplissima definizione di "prodotto editoriale" lascia spazio ad una rischiosa arbitrarietà, subito percepita e denunciata da cittadini ed utenti di internet, che si sono prevedibilmente e rumorosamente ribellati all'approvazione del disegno di legge. Applicando al vastissimo panorama di siti e blog gli stessi ottusi criteri burocratici che appesantiscono il mondo dell'editoria e del giornalismo in Italia, il sottosegretario Levi avrebbe inteso sottoporre la disciplina dei blog e dei siti alle logiche degli albi e delle liste, l'istituzione di un inquietante "registro", l'obbligo di registrare come testata i siti che praticano "attività" editoriale, e amenità simili che potete leggere direttamente nel testo presentato al Consiglio dei Ministri.
Io stessa ho firmato due delle petizioni lanciate online.
Tuttavia, ammetto di avere seri dubbi sulla reale intenzionalità di tutte le conseguenze che il provvedimento inutile, anticostituzionale e liberticida prospetterebbe, e questo mi sembra ancora più inquietante. Provo a spiegarmi meglio: temo che si sia trattato in buona parte di una clamorosa dimostrazione di incompetenza che qualunque conoscitore di Internet avrebbe saputo evitare.
A dimostrazione di questa sinistra possibilità, non sono tardati gli annunci di contrarietà alla riforma Levi-Prodi (quelli più eclatanti provengono dal Ministro Di Pietro e dal Ministro Gentiloni, titolare del dicastero competente); oramai è chiaro che il d.d.l. non passerà.
L'inapplicabilità delle misure previste, del resto, era lampante, la loro impopolarità abbagliante per chiunque abbia un minimo di conoscenza della rete.
Si potrebbe sospirare uno: "scampato pericolo", eppure non mi rassicura affatto nè la prospettiva che si mettano a rischio principi democratici e civili fondamentali per incompetenza e scarsa vigilanza, nè che in Italia si continuino ad elaborare proposte di "riforma" costantemente orientate alla burocratizzazione ed al corporativismo.
Questa vicenda dovrebbe farci riflettere anche sul settarismo di certe categorie professionali e certi settori strategici nel nostro paese.

O vedo deformato, oppure ci sono davvero molti pancioni in giro.
Sarà una mia impressione, ma mi sembra proprio che stia montando un boom delle nascite. Quest'estate mi guardavo intorno e mi sembrava di sentire decine di pance che lievitavano all'unisono (sul piano personale, il fenomeno si accompagna ad un certo accanimento anticoncezionale di reazione; non mi stupirei se presto mi vedessero, carica di condom, fare volontariato come informatrice nelle scuole!).
Sono sicura che anche voi conoscete qualche donna attualmente incinta. Beh, se doveste trovarvi a scommettere sul sesso della creaturina, io vi consiglio di puntare sulla "F", e non è per femminismo.
Purtroppo c'è poco da scherzarci su: demografi e scienziati registrano da anni una significativa alterazione del cosiddetto "sex ratio", che indica il rapporto tra il numero dei maschi nati sul totale dei bambini nati.
Numerosi studi scientifici dimostrano che le cause vanno attribuite all'innalzamento dei tassi di inquinamento atmosferico, che provocherebbe effetti permanenti sul sistema endocrino e l'attività ormonale (specie sugli estrogeni) e sull'apparato riproduttivo, e su quello maschile in modo più eclatante.
In particolare, i livelli di diossina presenti nell'habitat di chi vive nelle grandi città, provocherebbero la riduzione del numero e della funzionalità degli spermatozoi, abbassando i tassi di fertilità.
Tra il 1939 ed il 1990, la riduzione del numero di spermatozoi nella popolazione maschile è stata netta.
In ambienti contaminati da diossina, si è osservato anche negli animali la riduzione delle dimensioni del pene e del numero di ovuli fecondati.
Il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Milano Bicocca ha condotto uno studio, guidato dal prof. Paolo Mocarelli , sulla popolazione di Seveso, colpita nel 1976 da uno dei disastri ecologici più gravi che l'Italia abbia conosciuto, cioè la dispersione di una nube di diossina (TCDD) a causa di un'esplosione negli impianti della fabbrica ICMESA. La ricerca (finanziata dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Lombardia Ambiente), ha confermato l'esistenza di una netta correlazione tra esposizione alla diossina e alterazione del rapporto maschi/femmine nella popolazione (inquietante che lo studio abbia portato alla luce che gli abitanti di Seveso sono stati esposti ad alti tassi di diossina anche prima del disastro del 1976).
Insomma, magari avrò qualche dubbio, la prossima volta che mi verrà da dire: "Speriamo che sia femmina"!
Alcune fonti: http://www.fondazioneserono.org/serono/serono/portal-view/Aree_tematiche/Fertilita/News/new_747.html;jsessionid=A3C9F07AD1D2F04BC955859CE4FCA2DF?area=Fertilita, http://www.galileonet.it/primo-piano/90/leredita-della-diossina, http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2004/infcro200402/infcro20040213.htm
SHAME ON AMERICA.
COMUNICATO STAMPA
CS94-2007
AMNESTY INTERNATIONAL TURBATA PER L’USO DELLE PISTOLE ELETTRICHE IN
FLORIDA
Amnesty International si e’ detta profondamente turbata per le immagini
diffuse ieri, che mostrano uno studente colpito da una pistola elettrica
(taser) nel corso di un incontro col senatore John Kerry, all’Universita’
della Florida.
Le immagini mostrano Andrew Meyer, 21 anni, mentre viene allontanato dalla
sala dopo che il tempo a sua disposizione per porre le domande al senatore
Kerry era terminato. Meyer oppone resistenza e gli agenti lo ammanettano e
bloccano a terra. Successivamente, un poliziotto usa il taser.
Il taser e’ un’arma elettrica che viene azionata a mano. L’obiettivo viene
colpito da due dardi, che sprigionano una scarica di 50.000 volt della
durata di cinque secondi, e viene immobilizzato immediatamente.
Amnesty International ritiene che l’uso di una pistola elettrica nei
confronti di una persona che protesta in modo non violento e non
costituisce una minaccia per se’ o per altri, costituisca un trattamento
crudele, inumano e degradante. Secondo gli standard internazionali
sull’uso della forza, le forze dell’ordine devono ricorrere alla quantita’
minima di forza necessaria per ottenere un risultato legittimo; qualunque
utilizzo della forza dev’essere proporzionale alla minaccia che si sta
affrontando e dev’essere diretto a evitare ogni dolore o sofferenza non
necessari.
Amnesty International da tempo esprime preoccupazione per l’uso delle
pistole elettriche da parte delle forze dell’ordine statunitensi, che in
alcuni casi le utilizzano come arma principale. Si tratta di strumenti che
si prestano a essere usati impropriamente. Le scariche elettriche
sprigionate dalle taser possono infliggere sofferenza grave e, come in
alcuni casi registrati da Amnesty International, avere anche esiti
mortali.
Amnesty International ha chiesto ai dipartimenti di polizia di sospendere
l’uso delle pistole elettriche o di limitare il loro impiego alle sole
situazioni che implicano minacce di morte o di gravi ferite e in cui
comunque gli agenti di polizia sarebbero costretti a utilizzare un’arma.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 19 settembre 2007
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it