Una grossa fuoriuscita di petrolio si è verificata nei pressi della piattaforma Statfjord nel Mare del Nord, in acque norvegesi. Per le autorità di Oslo, si tratterebbe della seconda più estesa fuga di idrocarburi nella storia del Paese. In base alle prime stime, sarebbero fuoriusciti circa 3.840 metri cubi di petrolio (equivalenti a 24.150 barili), in una zona a 200 chilometri a ovest di Bergen.

Namaskar Dalai Lama!
L'Anticamera del cervello non lo lascia a fare anticamera: ospitiamo simbolicamente il Dalai Lama nel nostro cervellotico spazio virtuale ed extraterritoriale...visto che, per non contrariare sua maestà la Cina, lo evitano tutti come se avesse la scabbia. E' qui in Italia dal 5 dicembre, ma non se ne parla, e tutti, a partire da Prodi e D'Alema, si stanno inventando pure la morte del gatto per non incontrarlo.
Sua Santità, si fermi con noi per una tazza di té! 
Namaste a tutti voi.

Il botox-Babbo Natale aziendale non ha portato nulla per me.
A tutti i dipendenti oggi è arrivato un mega pacco natalizio di venti chili, che i poveretti faranno fatica a trascinare a casa, ma che certamente, col suo contenuto in prosciutti, cotechini, gelatine e chissà cos'altro, rafforzerà l'affiliazione e il cosiddetto "commitment". A me niente.
Per una volta, mi vanterò di essere una bambina cattiva (per giunta vegetariana).
Sarà una rinuncia, per me, ma il mio primo proposito per il 2008 è di NON GUARDARE LE OLIMPIADI.
Volete due o tre motivi? Per cominciare, vi cito questi:
Fonte: Amnesty International
Continuo a ricevere offerte di lavoro solo ed esclusivamente da:
Continuo a chiedermi:
Non lo so, ...ho come la sensazione che la risposta sia dentro di me, ma sospetto che sia sbagliata.
Yahhhwn ...Stamattina sarei rimasta volentieri a letto, a crogiolarmi nel calduccio mio e di G..
Quale gesto più pacifico per cominciare la giornata? Sottrarsi all'imperativo produttivo, saltare il turno, scalzare la propria rotella dall'ingranaggio, demonetizzare il proprio tempo, riprenderselo fluido ed elastico com'è, salvandolo per una volta dalla mania quantizzatrice che lo spezzetta in ore ("otto ore" con "pausa pranzo"), che inventa un'inizio e una fine.
Lasciare la giornata alla sua natura liquida, e restarci a mollo, in un brodo sensoriale di quiete e amore. Ah!
Che impegno politico e filosofico, metter su un bed-in! Certamente più importante che montare sul solito autobus e venire in ufficio ascoltando "Working class hero"...
Oggi non ho perso niente, se non false e indesiderabili speranze. Il geco di ieri, con la sua tipica presa sulle cose del mondo, ha rivelato il suo dono, m'ha portato un pro memoria: vivere attivamente, trovare i propri passi anche a testa in giù.
Memorandum necessario, visti gli ultimi sette mesi da Clark Kent, e visto che oggi ho finalmente ricevuto un atteso oracolo aziendale sul mio prossimo futuro lavorativo: dovrei continuare il lavoro qui fino a febbraio, e poi sarò riconsegnata all'ignoto.
Nessuna "illusione" di ottenere un contratto, nè tantomeno di diventare dipendente, resto indipendente, e con cognizioni più complete sul settore in cui sto lavorando, buone referenze, nuove direzioni...
Ed ecco il geco di ieri che mi ricorda: you lose some, you win some: si torna in gioco, con qualche carta in più, e più determinazione a mantenere il timone verso quel che voglio, nessuna voglia di disfattismo.
Verso nuove e mirabolanti avventure.