La Festa del Cinema di Roma per me è finita ieri sera, quando, alla terza serata di seguito che ci andavo per lo spettacolo delle 22:30, dopo il lavoro, per poi tirare fino alle due del mattino, sono sprofondata in un sonno svenuto e ho ripreso coscienza allo scroscio finale di applausi al regista presente in sala.
Inaudito! Sommo imbarazzo e delusione per il film che mi sono persa ("The Dukes", con Chazz Palminteri).
Non ho la tempra per dormire meno di sei ore per notte!
La vita culturale è troppo impegnativa. Stasera... Festa della Vasca da Bagno e del piumone.
Aprite il rubinetto, che sto andando a casa!
Alla seconda lezione di pilates mi sembra già di cominciare a rendere giustizia all'esser fatta di muscoli, ossa, legamenti, e non di legno o componenti meccaniche.
La vita d'ufficio rischiava di accartocciarmi come un vecchio fax.
Ho dovuto agire d'urgenza e darmi una mossa!
Fatti non foste a viver da seduti!
Un po' di moto, gente!
La scorsa settimana è stato pubblicato il rapporto annuale di Reporters sans frontières sulla libertà d'informazione nel mondo.
Dal 2002, l'organizzazione aggiorna regolarmente un indice di libertà di stampa prendendo in considerazione il periodo dal 1 settembre alla stessa data dell'anno successivo, ed elaborando una classifica di libertà di informazione su 169 paesi.
L'indice è costruito in base a 50 criteri che commisurano varie dimensioni valutative, dall'apparato giuridico che regola l'informazione, al tasso di impunità per chi commette reati contro la libertà di stampa, alla quantità di azioni di censura avvenute nel periodo considerato, al livello di indipendenza dei media pubblici.
Esso riflette anche le violazioni alla libera circolazione di informazioni attraverso Internet.
Lo scorso anno eravamo al 45° posto.
Quest'anno...
| Rank | Country | Note | |
| 1 | Iceland | 0,75 | ![]() |
| - | Norway BEH, SI', MI SEMBRA PREVEDIBLE... | 0,75 | ![]() |
| 3 | Estonia | 1,00 | ![]() |
| - | Slovakia | 1,00 | ![]() |
| 5 | Belgium | 1,50 | ![]() |
| - | Finland | 1,50 | ![]() |
| - | Sweden | 1,50 | ![]() |
| 8 | Denmark | 2,00 | ![]() ![]() |
| - | Ireland SI', CERTO, E L'ITALIA...? | 2,00 | ![]() |
| - | Portugal INSIEME AL PORTOGALLO?... NO! PIU' GIU', PIU' GIU'... | 2,00 | ![]() |
| 11 | Switzerland | 3,00 | ![]() |
| 12 | Latvia DOPO LA LITUANIA?... NO, NO! PIU' GIU'... | 3,50 | ![]() |
| - | Netherlands | 3,50 | ![]() ![]() |
| 14 | Czech Republic | 4,00 | ![]() |
| 15 | New Zealand | 4,17 | ![]() |
| 16 | Austria | 4,25 | ![]() |
| 17 | Hungary | 4,50 | ![]() |
| 18 | Canada | 4,88 | ![]() |
| 19 | Trinidad and Tobago A PARI MERITO CON TRINIDAD? NO, NO... | 5,00 | ![]() |
| 20 | Germany | 5,75 | ![]() |
| 21 | Costa Rica | 6,50 | ![]() |
| - | Slovenia CON LA SLOVENIA? HMMMM... | 6,50 | ![]() ![]() |
| 23 | Lithuania | 7,00 | ![]() |
| 24 | United Kingdom | 8,25 | ![]() |
| 25 | Mauritius | 8,50 | ![]() |
| - | Namibia | 8,50 | ![]() |
| 27 | Jamaica | 8,63 | ![]() |
| 28 | Australia | 8,79 | ![]() |
| 29 | Ghana IL GHANA!? ...E "NOI"? | 9,00 | ![]() |
| 30 | Greece | 9,25 | ![]() |
| 31 | France | 9,75 | ![]() |
| 32 | Taiwan | 10,00 | ![]() ![]() |
| 33 | Spain | 10,25 | ![]() |
| 34 | Bosnia and Herzegovina | 11,17 | ![]() ![]() |
| 35 | Italy ECCOCI QUAGGIU' | 11,25 | ![]() |
| 36 | Macedonia | 11,50 | ![]() |
| 37 | Japan | 11,75 | ![]() ![]() |
| - | Uruguay | 11,75 | ![]() ![]() |
| 39 | Chile | 12,13 | ![]() ![]() |
| - | South Korea | 12,13 | ![]() |
| 41 | Croatia | 12,50 | ![]() ![]() |
| 42 | Romania | 12,75 | ![]() ![]() |
| 43 | South Africa | 13,00 | ![]() |
| 44 | Israel (Israeli territory) | 13,25 | ![]() |
| 45 | Cape Verde | 14,00 | ![]() |
A salutare la pubblicazione di questi dati così "confortanti" per chi abbia a cuore lo stato dei diritti civili e della partecipazione pubblica in Italia, negli stessi giorni in Italia è esploso il caso del disegno di legge elaborato da Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che paventava di mettere a rischio la libertà di espressione (Art.21 della Costituzione) tramite la Rete.
Il disegno di legge (datato 3 agosto), "Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale" , nasce con l'intento di riformare il sistema dell'editoria, ma di fatto estende la propria ingerenza anche alla disciplina della pubblicazione di informazioni nei siti internet.
Al primo comma dell'art.2 si definisce l'oggetto del provvedimento:"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso".
A tali prodotti si intenderebbe imporre un obbligo di iscrizione in un registro istituito dalla stessa legge, il pagamento di un'imposta di bollo, ed altri vincoli simili a quelli che oggi regolano il sistema dell'editoria tradizionale.
L'amplissima definizione di "prodotto editoriale" lascia spazio ad una rischiosa arbitrarietà, subito percepita e denunciata da cittadini ed utenti di internet, che si sono prevedibilmente e rumorosamente ribellati all'approvazione del disegno di legge. Applicando al vastissimo panorama di siti e blog gli stessi ottusi criteri burocratici che appesantiscono il mondo dell'editoria e del giornalismo in Italia, il sottosegretario Levi avrebbe inteso sottoporre la disciplina dei blog e dei siti alle logiche degli albi e delle liste, l'istituzione di un inquietante "registro", l'obbligo di registrare come testata i siti che praticano "attività" editoriale, e amenità simili che potete leggere direttamente nel testo presentato al Consiglio dei Ministri.
Io stessa ho firmato due delle petizioni lanciate online.
Tuttavia, ammetto di avere seri dubbi sulla reale intenzionalità di tutte le conseguenze che il provvedimento inutile, anticostituzionale e liberticida prospetterebbe, e questo mi sembra ancora più inquietante. Provo a spiegarmi meglio: temo che si sia trattato in buona parte di una clamorosa dimostrazione di incompetenza che qualunque conoscitore di Internet avrebbe saputo evitare.
A dimostrazione di questa sinistra possibilità, non sono tardati gli annunci di contrarietà alla riforma Levi-Prodi (quelli più eclatanti provengono dal Ministro Di Pietro e dal Ministro Gentiloni, titolare del dicastero competente); oramai è chiaro che il d.d.l. non passerà.
L'inapplicabilità delle misure previste, del resto, era lampante, la loro impopolarità abbagliante per chiunque abbia un minimo di conoscenza della rete.
Si potrebbe sospirare uno: "scampato pericolo", eppure non mi rassicura affatto nè la prospettiva che si mettano a rischio principi democratici e civili fondamentali per incompetenza e scarsa vigilanza, nè che in Italia si continuino ad elaborare proposte di "riforma" costantemente orientate alla burocratizzazione ed al corporativismo.
Questa vicenda dovrebbe farci riflettere anche sul settarismo di certe categorie professionali e certi settori strategici nel nostro paese.
Venerdì sera.
Ufficio deserto.
C'è solo l'usciere, alla reception, ormai.
Click... click... click...
Apro un paio di cartelle confuse tra le altre del desktop...
Alzo senza indecisione il volume degli altoparlanti...
Doppioclick sull'unico file musicale che per caso è finito nel mio computer.
Note di pianoforte gocciolano fuori, fiottano per le stanze pavimentate di cotto.
Un applauso del pubblico pagante avrebbe dovuto sottolinearlo, ma mi accontenterò, senza ali e senza rete, di volare via verso il weekend.
Buon fine settimana!
Ho bisogno di aggiornarmi. Sì, sì: mi servono supporti teorici per dare nuovo slancio alla mia professionalità!
Non chiedetemi per quale motivo, ma di questi tempi il mio "lavoro nelle comunicazioni di massa" mi imbarca in frequenti ricerche nel mondo dell'oggettistica e delle liste di nozze.
Le vie della flessibilità sono infinite!
Questo pomeriggio, tra una teiera e una zuccheriera (che pagherei per avere il mio bollitore e la mia scatola dei tè qui in ufficio!), mi sono imbattuta in una giovane designer del Tennessee che lavora a Brooklyn, Sarah Cihat.
Per la serie "come far soldi col vintage", si è fatta venire un'idea semplice e divertente: rielaborare vecchi piatti dal design passato rismaltandoli con sagome inaspettate.
Ecco come un piatto può cominciare la sua storia negli anni Sessanta, fare il piatto di battaglia in una famiglia numerosa, passare in disuso, essere venduto a un negozio di rigattiere o regalato all'Esercito della Salvezza, per poi finire la propria onorata carriera su una tavola radical-chic, dopo essere stato ridipinto e venduto a 59$.



|
George Clooney e Sarah Larson dopo l'incidente
|
Clooney si era rotto una costola, e la sua amica Sarah Larson, un piede. L'emittente WCBS-TV di New York afferma che i colpevoli - portantini, infermieri, ma anche medici - sono stati sospesi senza retribuzione per quattro settimane. L'indagine però non sarebbe nata da una denuncia di Clooney: l'attore, interpellato, ha detto di non saperne nulla.