Mi spiace per chi non comprende l'inglese americano e non potrà apprezzare il presente filmato, ma sento l'obbligo di moralizzare questo blog pervertito (almeno nella sua parte anglofona) sottoponendovi la visione di quest'ottimo e pregevolissimo prodotto d'informazione che viene a noi dai sanissimi e integerrimi anni Sessanta, quando pure robusti giovanotti dal sorriso smagliante e signorine piene di salute e con tutti i requisiti per essere esemplari e prolifiche madri di famiglia, rischiavano di naufragare sulle melmose e tetre rive dell'immoralità e della leggerezza di costumi a causa di certe abominevoli pubblicazioni.
Per la salute e l'integrità delle nostre famiglie di oggi e di allora:
Scusate, ma non ho potuto fare a meno di chiedermi come doveva essere quest'uomo tra le lenzuola e come se la passa oggi (se è ancora vivo: il video di propaganda è del 1965).
Se non i metodi, lo stile mi fa pensare un po' quello di qualcuno che ho già visto... Ma dove?

Il mio amico, socio e compagno di sventu... di master Nicola Padovani ironizza a base di carta e inchiostro il disincanto professionale post-master>
(E sporca meno che a intagliar le angurie...)
18:16_ L'orario se n sta lì sulla barra d'avvio senza sapere che importanza abbia. 18:17_ Anche oggi una noia mortifera, ben poco da fare se non attendere una chiamata, un fax, alla scrivania, atrofia dei muscoli e glutei ormai cuciti nella poltrona. 18:19_ Passeranno, questi 40 minuti; poi uscire, trotterellare via dalla tediosa giornata, verso la metro, e poi fuori, all'appuntamento con G., per dare alle fiamme le sensazioni tetre in uno sbuffo delle fiaccole che illuminano le nostre cenette sul balcone di casa.
18:23_ Ieri, aspettando l'autobus, riflettevo sul sortilegio maligno per cui le ore preziose della tua giornata, da scatole segrete, tele bianche da colorare, acque in cui rinfrescarsi, pagine da girare, torte in cui affondare le dita, mangianastri su cui schiacciare "PLAY", storie da raccontare,... si trasformano in nemici da abbattere uno ad uno, con piacere sadico.

18:30_ Lasciatemi sola. Rimane l'ultimo.
Vorrei riprendere a studiare danza del ventre.
Dovrò trovarmi una scuola qui a Roma...
Scegliere lo stile che più mi si addice...
Temo che reprimermi in quest'apparenza da segretaria occhialuta e castigata in orario di ufficio rischi di produrre un mostro interiore.
Perchè non darsi all'intaglio delle angurie?
O dei meloni cantalupo?
Se non si fosse capito, mi sto documentando sugli stratagemmi da adottare in agosto, quando, recuperati gli arretrati lasciati da colei che sostituisco al lavoro (w la maternità - altrui -!), rimarrò sola e annoiata con gli addetti alla vigilanza (i precari non maturano ferie n.d.r.).
Per evitare la banalità del tressette coi custodi (diversi per turni ed età, ma di sicuro accomunati da quell'antica e sapiente arte di ammazzare il tempo che ogni custode diurno/notturno deve costantemente affinare, con le armi del solitario di Windows e del mazzo di carte napoletane), pensavo di trovare un'occupazione più fresca ed esteticamente appagante.
L'idea mi è venuta dallo chef Francesco Scravaglieri: me ne verrò ogni giorno in ufficio con un'anguria sottobraccio, un coltello da intaglio ed un progetto grafico in borsa.
Sarete i primi a sapere dell'inizio delle attività di intaglio. Chi volesse inviarmi progetti e schemi dei soggetti da realizzare, puo' farlo usando la mail lanticameradelcervello@splinder.com.
Il miglior progetto riceverà un bouquet di rose intagliate in meloni di Natale° (spese di spedizione in cella frigorifera a carico del destinatario).
Gli addetti alle pulizie potrebbero interrogarsi sul perchè trovino la scrivania sbrodolata di anguria, ma sarebbero gli unici a notare la differenza: mi si prospetta un agosto di confino in un deserto climatizzato... Almeno c'è internet.
* : "Pettinare le bambole"= perdere tempo. Tipicamente nella frase "Mica sto qui a pettinare le bambole ?"(da Slangopedia).
° : "Melone di Natale" = a Napoli, quella qualità di melone con polpa giallo oro e buccia spessa color verde scuro.
La meta è partire.
G. Ungaretti
[So' d'accordo, Peppì, ma io forse non ho ferie]