Certe sere terse, con lo sguardo che fende l'aria come un coltello che attraversa l'acqua, basta una luce diversa per dare alle cose un vestito fatato.
Persino io, col mio sguardo ingenuo e la mia macchinetta digitale sempre in borsa, neanche fossi una turista giapponese, riesco a sentirmi un po' fotografa.
Se non altro, mi costa solo un'emozione (in punta di piedi per tenermi in equilibrio sulla bici)... e un click.
M. è stata a Madrid dopo gli esami.
Come souvenir, mi ha portato una confezione di gazpacho pronto.
Stasera torno a casa sfinita, dopo 8 ore di revisioni e ri-revisioni di bozze di manuali tecnici scritti in olandese, più 20 minuti di pedalata di ritorno dall'ufficio, più 1 ora di danza del ventre...
In sere come questa mi ci vorrebbe un cuoco-massaggiatore, che mi aspettasse a casa in grembiulino e mi servisse amorevolmente una zuppa calda e un massaggino alle spalle, che mi raccogliesse svenuta nel piatto per portarmi a letto vinta dal sonno, mi salutasse con un bacetto sul collo e poi - PUF!- scomparisse per lasciarmi spaparanzata nel bel mezzo delle mie due piazze.
Vabeh, anche stasera il mio cuoco immaginario non c'era. A casa c'era solo V., da cui non mi lascerei far da mangiare nemmeno se mi implorasse, nemmeno se si tagliasse la barba (non parliamo, poi, di bacetti sul collo!).
E allora, cara la mia indipendente Angè - mi dico -: niente di meglio di una zuppa di gazpacho già pronto per risolvere il problema nutrizionale, sola in casa alle nove della sera (V. è scappato a una conferenza sul "ciclo dell'infinito"... o era "la ricostruzione dei processi infiniti"? Beh, era qualcosa di mistico di sicuro).
Apro il frigo in tutta la mia sfinita indipendenza, mi appare il brik portatomi dalla mia cara spagnola, e penso: VIVA MARIìA (ops, mi è saltata la normativa sulla privacy; vabeh, per le esultazioni si deroga)!
Fuori gli spinaci dal freezer! Li lancio in padella con aglio, tofu e spezie, ed ecco un indipendentissimo secondo.
Orgogliosissima, improvviso un accostamento gazpacho-fresella di Agerola, ed eccomi finalmente davanti al mio bel piatto freddo.
Con gli occhi che mi si socchiudono dalla stanchezza, mi siedo col piatto iberico-campano davanti al PC per controllare l'e-mail.
Stasera devo consegnare un articolo (www.alternapoli.com). Ci sto ancora lavorando... Che stanca sono!
Come volevasi dimostrare, la fresella di Agerola col gazpacho sta un amore! Che armonia di sapori! Peccato che lei si ribelli un po'. Fa la difficile, è un po' rigidina, non si lascia insinuare dal fascino iberico... Ma tanto lo so che sta per cedere. Fa un po' di resistenza per farsi desiderare... Basta lavorare un po' di cucchiaio e vedrai che la sua durezza si sgretola come una zolletta di zucchero.
...E su! ...E dài!
Insomma, ci ho lavorato.... Ma il risultato è stata una doccia arancione all'aglio.
La solita goffa pasticciona! Meno male che non mi ha visto nessuno... e le macchie andranno via dal cardigan.
Qualche dubbio ce l'ho sull'odore che avrà d'ora in poi il mio povero PC.
Con lo slogan ''Not in our name'' è in piazza anche un gruppo di cittadini statunitensi "per contestare che esista solo l'America della guerra". La loro presenza a Vicenza è tra le più applaudite del corteo.
(fonte: repubblica.it)