L'ANTICAMERA del CERVELLO

L'ANTICAMERA del CERVELLO

i piedi scalzi, l'anima migrante, il cervello portatile... (di un grumo nel puré).
sabato, 30 dicembre 2006

da stampare e consegnare all'appuntamento

Angelicafronte[1]

AngelicaRETRO[1]

postato da lanticameradelcervello alle ore 02:35 | link | commenti (11)
categorie: vaffanculo2006
venerdì, 29 dicembre 2006

DOMANI SERA A LARGO SAN MARTINO

-1
sto meditando su che tipo di ore devolvervi, miei cari...

Quanto alla motivazione della mia invettiva di domani sera... La scelta è imbarazzante.

A domani sera!!!!
postato da lanticameradelcervello alle ore 16:10 | link | commenti
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mercoledì, 27 dicembre 2006

vaffanculo2006_logo

-3

postato da lanticameradelcervello alle ore 23:45 | link | commenti (1)
categorie: vaffanculo2006
lunedì, 25 dicembre 2006

Gli auguri secondo Vonnegut

 Buon Natale a tutti!
Questo blog ha ricordato anche il
Ramadan, in novembre. La costante sembra essere, malgrado quel che si possa pensare, un curioso abbinamento di ipernutrizione e purezza spirituale.

Stavolta, però, si festeggia anche una nascita, o meglio, una (o la) natività.

Per l'occasione, vorrei dedicarvi uno spunto di riflessione sulla buona novella. L'ho trovato tra le pagine di "Mattatoio n.V" ("Slaughterhouse five") di Kurt Vonnegut, un bel romanzo che ho finito ieri, giusto in tempo perchè L. me ne regalasse inconsapevolmente un'altra copia, in uno strano episodio di telepatia.

La scena si svolge in un ospedale psichiatrico. Il compagno di stanza del protagonista, maniacale lettore di uno sconosciuto autore di fantascienza, spiega il soggetto del libro che sta leggendo, "Il Vangelo dello spazio".  Si tratta della storia di una creatura dello spazio venuta sulla Terra per scoprire perchè per i cristiani fosse tanto facile essere crudeli.

«Era arrivata alla conclusione che il guaio derivava almeno in parte dal modo trasandato in cui era scritto il Nuovo Testamento. Secondo lui, l'intento dei Vangeli era insegnare alla gente, fra le altre cose, a essere misericordiosi, anche verso i più umili.
Ma i Vangeli, in realtà, insegnavano questo:
Prima di uccidere qualcuno, accertatevi bene che non abbia relazioni importanti. Così va la vita.

La magagna nelle storie di Cristo, diceva la creatura venuta dallo spazio, era che Cristo, malgrado le apparenze, era il figlio dell'Essere Più Potente dell'Universo. I lettori lo capivano e così, quando arrivavano alla crocifissione, naturalmente pensavano (qui Rosewater rilesse ad alta voce).:
Oh, accidenti... Hanno scelto proprio la persona sbagliata per il loro linciaggio, quella volta!
E questa idea aveva una sorella: "Ci sono delle persone giuste da linciare". Chi? Quelle che non hanno relazioni importanti. Così va la vita.

La creatura venuta dallo spazio donò alla Terra un nuovo Vangelo. In esso Gesù era veramente un uomo qualunque, e una seccatura per un sacco di gente che aveva relazioni più importanti delle sue. E diceva anche lì tutte le cose belle e imbarazzanti che diceva negli altri Vangeli.
Così un giorno la gente si divertì a in chiodarlo a una croce e a piantare la croce nel terreno. Non ci sarebbero state ripercussioni, pensavano quelli che l'avevano linciato. Anche il lettore era indotto a pensarlo, poiche il nuovo Vangelo seguitava a ripetere che Gesù era proprio un nessuno.
E poi, un momento prima che questo "nessuno" morisse, i cieli si aprirono, e mandarono tuoni e lampi. Dall'alto scese stentorea la voce di Dio. Dio disse alla gente che adottava quel barbone, dandogli i pieni poteri e i privilegi di Figlio del Creatore dell'Universo per tutta l'eternità. Ecco quello che disse: D'ora in poi Egli punirà orribilmente chiunque tormenterà un barbone senza relazioni importanti!»
[K. Vonnegut- Mattatoio n.V]

Nel 1995, Joan Osborne la faceva più semplice e più... Pop, cantando "What if God was one of us?", ma la domanda implicita di Vonnegut è più impegnativa, non vi pare?

kurt vonnegut           

 

postato da lanticameradelcervello alle ore 10:43 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, letture
mercoledì, 20 dicembre 2006

Istantanea di una giornata finita.

Tra i ruggiti del frigorifero ed il rumore dei secondi sputacchiati ritmicamente dall'orologio da parete, raccolgo le pagine di un'altra giornata torinese.
Ho "congelato" lo stage, che se ne starà a battere i denti in freezer almeno fin dopo le feste.
Intanto le giornate passano tra la compilazione dell'ennesima versione del CV (che sta, com'è noto, per Cannibale
Vampiro) ed un vagabondaggio solitario.
"Esiste un'altra poetica oltre quella della solitudine?", mi scrive F.,  che ha avuto anch'egli un periodo torinese. Penso che, di questo passo, diventerò una poetessa da Nobel (per la felicità della mia amica pazza C., che sostiene da tempo la mia candidatura), perchè negli ultimi tre mesi ho sperimentato più forme di solitudine che in tutta la vita. E a volte ci prendo gusto. Ad esempio, faccio collezione di dettagli.
Mi ricordo benissimo la sciarpa di un passante dagli occhi neri incrociato su un marciapiede in pendenza;  un piccione più scuro e paffuto degli altri, che passeggiava dondolando lateralmente in cima a una gradinata; un cane grigio di quelli dall'aria allampanata e la barbetta come piace a me, che saltava in un'aiuola; un giardiniere comunale che schiva un ramo durante la potatura di un albero alto; "Strada facendo" in sottofondo nella cartoleria dove ho comprato una penna nuova, ed i clienti sorpresi a canticchiarla; le tasche gonfie di un signore rimpicciolito dal freddo in un cappotto grigio, in Piazza Castello; la pancia del cameriere brizzolato che mi ha servito il cappuccino, che gonfiava con un volume inaspettato il grembiule bordeaux, dettaglio stridente in un quasi-sosia di Alfred di Batman; la scritta "Charlie" sul collare verde di un labrador che si è lasciato coccolare ad una mostra di foto mediocri; ed i discorsi futili della gente sotto Natale.

Il vagabondaggio di oggi termina con deroga alla solitudine, insieme a C. ed una nuova conoscenza, M., con un aperitivo tra migranti vecchie e nuove.
A casa ritrovo M., che domattina vola in Spagna dai suoi, e I., che esibisce un sacchetto di citronella raccolta in campagna per profumare la casa. V. è via in pellegrinaggio sul Camino de Santiago. Mi piacerebbe confrontare i suoi appunti di viaggio con i miei.

La giornata di oggi (all'anagrafe, già morta e sepolta da un paio d'ore) finisce sul solito tavolo di cucina, tra una tisana ed il progetto della giornata di domani.


postato da lanticameradelcervello alle ore 02:20 | link | commenti (5)
categorie: diario, torino, da carta a blog
mercoledì, 20 dicembre 2006

 

Il curriculum è un cannibale.

 

postato da lanticameradelcervello alle ore 01:20 | link | commenti
categorie: massime di angè
mercoledì, 20 dicembre 2006

Tra media-mutanti ci s'intende.

Cari nati tra i Settanta e gli Ottanta, sapevate di essere considerati la prima "generazione videoelettronica"? Vi hanno mai dato del "mutante emotivo"?
Insomma, sarebbe il caso che vi informaste: pare che ci siano buone probabilità che lo siate.

Scherzi a parte, ragazzi (vi do del tu in quanto coetanei e compagni di mutazioni), ho il sospetto che i molti sociologi della comunicazione, filosofi, psicologi, osservatori e opinionisti vari che si "prendono a cuore" la nostra generazione non abbiano tutti i torti quando parlano delle media-mutazioni cognitive ed emotive da cui noi (che ci ricordiamo il Commodore64 e ci sciogliamo di nostalgia alle note di una sigla tv) siamo stati investiti in pieno.
Volatilità dell'attenzione, un'intelligenza sempre più visiva e sempre meno logico-deduttiva, pigrizia mentale, memoria corta e scarsa capacità di collegare criticamente i fatti (specie quelli storici), un'affettività sempre più mediata ed artefatta, spesso espressa in una sessualità da spot pubblicitario da web-cam o da short-date... la descrizione non vi ricorda nessuno di vostra conoscenza?

Io trovo che bisognerebbe partire dalla consapevolezza di queste tentazioni striscianti, per riappropriarci della nostra creatività e della nostra capacità di entrare in relazione, di valori come la pazienza, la cura, il senso critico e la capacità di esercitare il potere dell'opinione.
E allora forse sarà anche il momento di ridimensionare le certezze della suddetta combriccola di opinionisti che ci stanno ad osservare dalle generazioni precedenti.

 


 

postato da lanticameradelcervello alle ore 01:14 | link | commenti (1)
categorie: attualità

Chi sono (?)

Blogger: lanticameradelcervello
- Beh mi interesso di molte cose. Cinema, teatro, fotografia, musica, leggo... - Concretamente. - Non so cosa vuol dire? - Come non sai, cioé che lavoro fai? - Nulla di preciso. - ...Come campi? - Ma... te l'ho detto giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose... [da ECCE BOMBO] Una vita in divieto di sosta... O forse sono solo un grumo nel purè. A.

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