L'ANTICAMERA del CERVELLO

L'ANTICAMERA del CERVELLO

i piedi scalzi, l'anima migrante, il cervello portatile... (di un grumo nel puré).
lunedì, 25 settembre 2006

Invito al varo...

Ripartire da una domanda, fatta al telefono, con tono dichiaratamente sprezzante: "Ma quanto ti credi importante?".

Ripartire da una stanza capiente in una strada che ha un nome da navigazione: via Carena. Ci vivrò dal 3 ottobre.

Ripartire saltando a un concerto di piazza di un gruppo il cui nome capisco solo a posteriori: MAU MAU. E scoprire che sono maumau anch'io...

Ripartire sotto la pioggia, che oggi fa Torino ancora più romantica e "parigina".

Notizia fantastica: nella mia nuova casa (con V., I. e la spagnola M.) avrò internet!!!
Per ora, invece, ho scippato questo post(icino) al lavoro. Giusto per salutare, e dare un segno che ci sono e che avrei un diluvio di sensazioni da raccontare.

 
Un saluto coi colori di Porta Palazzo...

postato da lanticameradelcervello alle ore 10:48 | link | commenti (5)
categorie: diario, torino
venerdì, 15 settembre 2006

Uccidere Amélie Poulain?

E' da ieri che ci penso.
Forse è il caso di farla fuori.

Magari con l'aiuto di un connazionale...?!

épouser une femme que l'on aime et qui nous aime, c'est parier avec elle sur qui cessera d'aimer l'autre le premier
Sposare una donna che ami e che ti ama è scommettere con lei su chi smetterà di amare l'altro per primo.
Alfred Capus (1858-1922)

Ma no, non mi sembra sufficiente. Non va.
Bisogna inventarsi qualcosa.

postato da lanticameradelcervello alle ore 09:44 | link | commenti (8)
categorie: come ammazzare amèlie poulain
giovedì, 14 settembre 2006

Non capisco il millenario accanimento contro Giuda.
Almeno lui un bacio te lo dava.

postato da lanticameradelcervello alle ore 23:43 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 13 settembre 2006

Baci rubati

Le foto tradizionali, coi loro vecchi e buffi rullini, sono sempre una sorpresa.
Ancor più se si tratta di uno di quei rullini lasciati per secoli nella macchina, in attesa di scattare le ultime due, tre foto.
Uno l'ho fatto sviluppare ieri. Nonna è andata a ritirare le foto e me le ha fatte trovare a casa ieri sera. Non ne prevedevo il contenuto, che mi ha riproposto il l'ultimo giorno del 2004, passato a Punta Licosa a casa di D, con amici e ovviamente (come ovvio oggi non è affatto) con A. Qualcuno me ne ha fatte alcune mentre leggo "Ishmael" di Daniel Quinn distesa in equilibrio su un pino contorto. La luce è bellissima, quella del tramonto; in una foto c'è L. che fa la faccia da mostro alle mie spalle, in un'altra si vede il faro sulla sua isoletta. Due foto sono di una gita a Procida con A. (ce l'ho portato io per festeggiare un mio -ridicolo- stipendio), una passeggiata insieme al Borgo marinaro (sul lungomare di Napoli), Rò ed io tre giorni fa (le ultime 2-3 foto), amiche con le facce da amiche.

Stasera, tornando a casa, lo sguardo mi cade su un cesto di DVD in offerta davanti a un'edicola. L'unica copia di "Baisers volés" di Truffaut mi si para davanti e si fa portare via come se niente fosse.
Sulla copertina, sotto il titolo in italiano "Baci rubati", c'è scritto "Che resta dei nostri amori?".
Capisco allora che il riferimento è alla canzone di Trenet: Que reste-t-il de nos amours?, scoperta l'anno scorso quando volevo imparare il francese. Come mi capita spesso, il mio grammofono interno si avvia senza preavviso.
Non ho pudore a canticchiare tra la folla di qualsiasi strada, piazza o stazione (stavolta lo facevo a Napoli Centrale).
Probabilmente lo sanno meglio tanti sconosciuti incrociati negli anni, che non i miei amici che mi conoscono; ma probabilmente loro non se ne stupirebbero.
Canticchio, intervallando i mMMHmhh' musicali con le poche parole che ricordo di quella canzone un po' melò, retrò, banalmente nostalgica, e penso che la tristezza per le mie "vieille photo" è diventata laconica. Col mio passo spedito e i miei gradini fatti due-a-due attraverso le stazioni di metro, verso casa, e con quella canzone in testa e a mezza voce, ho pensato che la malinconia si fa leggera, del peso della malinconia presa a prestito da un film. Fa spazio alla piccola vertigine del tempo prossimo che ho davanti, a quello che mi aspetta. Voglio andarci incontro ad occhi socchiusi come si fa con una sorpresa. Mi godo l'attesa e mi vivo la malinconia, crogiolandomici un po' - quando viene il momento - come succede con quella sentita in un film o in una canzone, quella che fa sentire un po' saggi, un po' esperti della vita e dei sentimenti, un po' normalmente eroici per saper accettare e vivere con un certo piacere estetico le stesse emozioni trovate in una poesia o in una canzone, nella storia di qualcun altro.

Seduta in un vagone del metro, guardo due trentenni srilankesi. Lei ha un fisico snello e femminile, lui è alto e prestante. Sta seduto, mentre lei, poco distante, è in piedi. Stanno in silenzio, non sembrano conoscersi, poi si avvicina la fermata di lei. Si salutano come conoscenti, si scambiano due parole (per quanto ne so io, potrebbero essersi detti qualsiasi cosa!). Lei si avvicina alla porta, dandogli le spalle. Lui le lancia - o meglio, le arpiona addosso- uno sguardo di fuoco. Mi chiedo se succederà mai qualcosa fra loro. Mi costringo a non guardarli, affascinata e imbarazzata per vedere tanto, senza esser vista.

In questo stato di anestesia forzata dei sentimenti e dei sensi, essere testimone di un desiderio mi ha affascinato e quasi stupito.

La mia fermata... La puntina del grammofono si ripoggia sul disco e parte....Que reste-t-il de nos amours/ Que reste-t-il de ces beaux jours ,....

 

 

 

Que reste-t-il de nos amours
C.Trenet - L.Chauliac

Ce soir le vent qui frappe à ma porte
Me parle des amours mortes
Devant le feu qui s' éteint
Ce soir c'est une chanson d' automne
Dans la maison qui frissonne
Et je pense aux jours lointains
Refrain:
Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d' avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Bonheur fané, cheveux au vent
Baisers volés, rêves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi
Un petit village, un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passé
Les mots les mots tendres qu'on murmure
Les caresses les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu'on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Se sont envolés pourquoi?
Refrain

postato da lanticameradelcervello alle ore 23:18 | link | commenti (3)
categorie: musica, cinema, diario
mercoledì, 13 settembre 2006

La mamma dei Torinesi è sempre incinta (?)

Da quando devo trasferirmi a Torino, tutti quelli che incontro hanno sempre un Torinese nella manica. Buffo fenomeno...
Scopro che tutti hanno un parente/amico/conoscente/coetaneo/simpatizzante/antipatizzante/collega/
correligionario/.../ecc. con cui mettermi in contatto nell'ex-ex-capitale. Ecco, oltre ad avere Torinesi a volontà, i miei incontri hanno tutti una gran voglia di "sbolognarmeli" ("storinar...HEM).

SONDAGGIO: alzi la mano chi ha qualcuno da presentarmi a Torino!

PS: scherzi a parte, grazie a tutti per la disponibilità!!
PPS: E quando tutto manca, nei Torinesi inciampo da sola, quando meno me l'aspetto! P. l'ho appena scoperto Torinese alla Scuola Estiva che sto frequentando! Ed è pure assai in gamba. Dite pure che sono "falsi e cortesi", ma finora 'sti Torinesi mi dicono bene :) Ottimismo!

postato da lanticameradelcervello alle ore 01:38 | link | commenti (6)
categorie: diario
martedì, 12 settembre 2006

Nota

Mi sa che è ora di cambiare argomento. Cambiare aria, lasciarsi ispirare. Far finta che il dispiacere sia solo un prurito, una puntura da non grattare... Hm, magari il paragone non è proprio calzante.
Comunque, come commentavo sul blog di Camilla, l'ispirazione per un sorriso non viene a caso!

Ora torno a lezione (Scuola Estiva sul Metodo e sulla Ricerca Sociale - Giffoni 2006_ PROF Alberto Marradi sul campionamento)... e alle persone. L'incontro con gli altri mi sta facendo bene... E poi c'è attrezzare un'ispirazione coi fiocchi!

Via!

postato da lanticameradelcervello alle ore 16:35 | link | commenti
categorie: massime di angè
lunedì, 11 settembre 2006

Che sonno!

Certe volte vuoi solo dormire.

postato da lanticameradelcervello alle ore 01:41 | link | commenti (2)
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Chi sono (?)

Blogger: lanticameradelcervello
- Beh mi interesso di molte cose. Cinema, teatro, fotografia, musica, leggo... - Concretamente. - Non so cosa vuol dire? - Come non sai, cioé che lavoro fai? - Nulla di preciso. - ...Come campi? - Ma... te l'ho detto giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose... [da ECCE BOMBO] Una vita in divieto di sosta... O forse sono solo un grumo nel purè. A.

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