L'ANTICAMERA del CERVELLO

L'ANTICAMERA del CERVELLO

i piedi scalzi, l'anima migrante, il cervello portatile... (di un grumo nel puré).
sabato, 27 maggio 2006

Pensiero farfugliante dopo lungo silenzio


E' primavera. Roveretani - e non- agitano più o meno nervosamente (e più o meno allergicamente) la mano davanti al naso, facendosi strada fra fiocchi  di pollini, che si vanno aggomitolando negli angoli dei palazzi e lungo le fontane.
Di questi tempi il caffè mi rende nervosa e ha l'effetto psicotropo di indurmi a riflessioni esistenziali ricche di pahos.
La bici comincia a perdere pezzi ed io comincio a riconsiderare il mio proposito di venderla per recuperare un po' del capitale investito nell'accanimento terapeutico che la tiene ancora in vita. L'ultima volta che il meccanico l'ha vista (/guardata dall'alto in basso), l'ha paragonata a un vecchietto di cent'anni: "può arrivare a duecento o schiattare tra due minuti" (insensibile!). Se non mi ride in faccia, e se non ha già la Ferrari delle biciclette, la regalo ad I., un ragazzo del Senegal che ho incontrato (socievole e sorridente, in osservanza dello stereotipo del "Senegalese-compagnone"), in cambio del suo tanto decantato "incenso di Sai Baba" (->guida spirituale residente nel sud dell'India...ah, la mondializzazione!).
Il caldo avanza, lo stress non cala, e mi esplode un capillare della gamba, con un effetto piuttosto pulp. La mancanza di A. - mi accorgo - comincia a rendermi petulante e mi lamento con tutti della mia "gamba in cancrena", in cerca di attenzioni ed empatia. Richiamo me stessa ad un dignitoso contegno.
Il basilico che mi ha regalato nonna E. (a me e ad un'amica Trentina), sul balcone della cucina, non sembra aver risentito il cambiamento di habitat da Napoli a Rovereto. Come al solito, mi faccio scrupolo di sfrondarlo a scopi aromatizzanti. Stasera ho invitato qualche amico per una pizza fatta in casa; dovrò raccogliere...già mi sento in colpa.
A. si è guadagnato un  "dott.", da ormai una decina di giorni, ha mollato gli ormeggi, ma non posso sperare  che faccia rotta dalle mie parti, ancora per un po'. Io mi struggo un po' del mio stesso nomadismo (l'anima migrante), e della sua convivenza forzata con il mio bisogno di approdi... e della mia minuscola nonna!
Le mie più recenti primavere si sono rivelate stagioni di vagabondaggi. Questa in corso mi ha già rimbalzato, per un motivo o per l'altro, tra il Trentino, Napoli, Amsterdam e Berlino. Le prossime tappe sono Torino e Genova. Più d'uno mi dà della "zingara". Qualcosa di vero ci sarà.
Torino sarà una tappa significativa. E' un viaggio di avanscoperta: da settembre sarà "casa mia" per 6 mesi di stage in un progetto che è una sfida entusiasmante. Non vi anticipo nulla perchè ne so poco anch'io.
E' anche stagione di campagna acquisti librari (e, a propostito, uno degli acquisti è "Torino è casa mia" di Culicchia... devo entrare nell'atmosfera!).
Gli impegni raddensano le giornate come la gelatina nel budino (promemoria inconscio: devo comprare il latte per il dessert di stasera), e passare le ore di luce e di fotosintesi in un aula sotterranea e senza finestre mi risulta sempre più carcerario.
E' troppo tempo che non mi concedo la scrittura, neanche quella più intima. Un anno fa, taccuini e diari di viaggio si accumulavano a fasi alterne, ma con continuità. Ora le pagine languono.
 Distrazione masochista da me stessa, direi. Un esempio di saggezza ingenua del linguaggio comune è quella iscritta nell'espressione "buttar giù"...due righe, due pensieri, due emozioni. E' un alleggerirsi che mi mancava. Me ne stavo con il mio enorme "budino" in mano...

A proposito, vado a far la spesa. Alè
ange ad amsterdam

postato da lanticameradelcervello alle ore 13:46 | link | commenti (9)
categorie: diario
mercoledì, 10 maggio 2006

Homo sapiens non urinat in ventum


Ciao!

Qualcuno si aspetterà spiegazioni della mia assenza (che, preciso, è stata un'astensione dalla rete in generale). Mi spiace deludervi, ma mi va solo di dirvi dove sono stata recentemente. Il titolo del post e la foto ne sono due indizi della prima tappa, ma siccome non pretendo che siate dei piccoli Bartezzaghi, vi svelo il rebus: Amsterdam, durante la festa della regina, con A.noi compr

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiarisco: la frase (il "brocardo") proviene da un'iscrizione incisa su lapidi di marmo, vedere per credere:

Ah, la saggezza latino-olandese!

La foto, invece, è opera del fotografo canadese Finbarr O'Reilly, della Reuter, vincitore dell'edizione di quest'anno della competizione indetta da World Press Photo.
Si tratta di un'ong nata nel 1955 con sede ad Amsterdam, che promuove e sostiene il fotogiornalismo indipendente e indice ogni anno la mostra (la più importante del mondo, e rieditata in 40 paesi ogni anno), oltre a favorire la formazione di nuovi fotoreporter. Vi consiglio di visitare il loro archivio fotografico. Alcune foto vi ri-emozioneranno in modo impressionante di recenti momenti sorici che facilmente ci siamo lasciati alle spalle.

Ora vi saluto: riprendiamo a piccole dosi.;)
Ah, a proposito di momenti storici, tanti tanti auguri e speranze per Napolitano Presidente della nostra Repubblica!

Ciao.

La rediviva e vegeta Angè

postato da lanticameradelcervello alle ore 19:48 | link | commenti (7)
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Chi sono (?)

Blogger: lanticameradelcervello
- Beh mi interesso di molte cose. Cinema, teatro, fotografia, musica, leggo... - Concretamente. - Non so cosa vuol dire? - Come non sai, cioé che lavoro fai? - Nulla di preciso. - ...Come campi? - Ma... te l'ho detto giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose... [da ECCE BOMBO] Una vita in divieto di sosta... O forse sono solo un grumo nel purè. A.

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