Cominciare la giornata con pensieri à la Bianconiglio ("I'm late! I'm late! For a very important date!"), tutti immersi in quel che c'è da fare, guardando poco al di là del proprio naso ("ma che razza di colori ho messo insieme oggi!?"); poi qualcosa si impiglia nel gomitolo in cui siamo avvolti, e comincia a svolgero, fino a dischiudere il nostro bozzolo.
Ero alla fermata dell'autobus, e non so se il filo di lana si sia impigliato prima in un paio di parole in fila cantatemi in cuffia da Max Gazzè, oppure in una scritta "MIRKO", nel lunotto di un camion sulla statale, mentre scrutavo l'orizzonte in cerca di un puntino arancione.
Mi ha sempre intenerito la comunicazione tra camionisti. Quelle scritte sugli abitacoli in cui passano intere giornate solitarie mi sembrano alludere ad un mondo che posso solo immaginare da lontano. Mi piacerebbe poterci fare una ricerca.
Quel "MIRKO" in caratteri in plastica dallo stile adolescenziali ha tirato il primo filo di commozione.
Poi ho smesso di cercare il mio autobus all'orizzonte e di pensare all'orario, e mi sono accorta che, ai margini dell'area di servizio di fronte alla fermata c'era una saltellante coreografia di passerotti, almeno sei o sette. Ho sorriso. Li ho contemplati per qualche minuto, in sottofondo "Garota de Ipanema", che ha cominciato a dondolarmi i fianchi. (Continua a sfilarsi)
Poi, ecco il bus.
Mi faccio strada tra una classe di seconda o terza elementare, che va a vedere la mostra sulla danza al MART. Mi sembra quasi un'allucinazione: tutti i bambini sorridono, se ne stanno seduti, parlottano, si raccontano cose.
Vicino all'uscita c'è una donna giovane con in braccio un bambino di un paio d'anni, che veste un cappottino a costine marrone ed una sciarpina fatta a mano. Una bambina parla col piccoletto, ci gioca. Sorride, ha i denti larghi e gli occhi grandi e scuri. Il bambino se la ride anche lui, ed io sorrido del suo naso all'insù.
Davanti all'ospedale, mamma e bambino scendono, gli scolari salutano. Io sbircio dal finestrino, e, alla vista della manina agitata non resisto e saluto sorridendo anch'io (che buffa persona devo sembrare!).
Passiamo davanti al parco. Le oche hanno saltato il recinto attorno al laghetto artificiale e stanno attraversando in tre o quattro la strada in un quadretto insolito.
Sul corso mi si svela un mistero: il bus incrocia la bici interamente rivestita in vimini che ho visto un paio di volte in centro. E' di una signora di mezz'età dagli occhiali scuri e la pedalata energica (direi quasi esuberante).
E' la mia fermata, anzi, la "nostra". Ma salto giù prima di tutti, mi lascio il resto alle spalle, mentre alzo il volume su: "Nature Boy" (Bowie & Massive Attack)...There was a boy...
There was a boy
A very strange
Enchanted boy
They say he wandered
Very far, very far
Over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise was he
And then one day
One magic day
He passed my way
While we spoke
Of many things
Fools and kings
This he said to me
"The greatest thing
You'll ever learn
Is just to love and
Be loved in return"
Giorno di mercato. Passando a prendere la frutta, potrei femarmi un minuto al banco dei leghisti, per cercare di capire come hanno preso la questione Calderoli. Sono giorni che mi chiedo se fra gli orgogliosi si possa celare qualche imbarazzato.
Quasi quasi mi fermo... O forse no: ho passato una notte insonna a causa di due molari del giudizio, e poi forse si ricordano della pernacchia (ops, il pernacchio!) della scorsa settimana e poi....CaCCHio, ma è tardissimo!
Filo al master! Ciao!
All'inizio fu incredulità: speravo proprio di averla fraintesa. Invece, esplicitamente e dettagliatamente, la stessa Enel conferma sul suo sito, nella sezione "Campagne pubblicitarie", che l'ultima serie di spot e annunci a stampa ideati per la società energetica dallo studio pubblicitario Saatchi&Saatchi INNEGGIA ALLO SPRECO ENERGETICO.
("Tutti i soggetti della campagna sono caratterizzati da un uso paradossale e inconsueto dell'elettricità a sottolineare i vantaggi offerti dalle singole tariffe"). Vi consiglio di leggere la scheda sulla campagna: è davvero istruttiva.
Protagonista di vari episodi, la stessa famiglia di idioti fuori dal mondo. Il padre (pelato con l'aria ebete) ora si asciuga il tupè col phon, ora pulisce il terrazzo con l'aspirapolvere, ora si espone ad una lampada agli ultravioletti mentre fuori dalla finestra s'intravede una spiaggia invitante e assolata. In una pubblicità a stampa, marito e moglie cenano sotto il lampadario, mentre sotto il tavolo un altro lampadario illumina la cena dei cani. Tutto questo per pubblicizzare nuove tariffe.
L'obiettivo tacito è di far credere che la motivazione ad utilizzare l'energia in modo sensato ed intelligente non dipenda che dalla leva economica individuale, che le NOSTRE azioni sarebbero condizionate da semplici moventi opportunistici, e che siamo così stupidi da non guardare neppure dalla nostra finestra, finchè - ci chiamano "consumatori"- siamo impegnati a consumare, a drogarci di consumo.
La premessa implicita è sempre quella: VOI SIETE STUPIDI E SPROVVEDUTI.
Tu ti ci riconosci? ...E questo assomiglia a tuo padre??

P.S.: e poi... ma dovevano proprio scipparmi "You are my sunshine" di Doris Day? :(
P.P.S.: meno male che c'è chi rema contro! 
;)
"...LEI VEDE SOPRATTUTTO LE TUE RUGHE PREMATURE"
Ecco, lo sapevo: era solo questione di tempo. Le case cosmetiche cominciano a far terrorismo psicologico anche sugli uomini. Come se non fossero già abbastanza fragili... BEh - che scema! -in effetti dev'essere proprio quello il motivo: siete diventati abbastanza vulnerabili per credere che le rughe vi tolgano qualcosa, che (invece, per esempio, di essere indizi di chi siete e di chi siete stati) riducano le vostre possibilità nella vita, e in un certo senso il vostro "tasso di vitalità". Secondo i loro studi, evidentemente, siete addirittura cotti al punto giusto da poter credere che la loro cremina chimica vi salverà da questa tragedia...
Ma quello che mi fa incazzare, soprattutto (e scusate l'orgoglio di categoria, ma mi scappa), è che vi vogliano far credere che le donne siano così idiote e cieche, e morte dentro, da non guardarvi nemmeno negli occhi e passare avanti solo perchè "avete le rughe premature"!!! Di converso, questi stessi vostri "salvatori" stanno insultando (di nuovo) anche voi, dicendovi, in pratica, che non conoscete le donne....questi strani animali che probabilmente fanno parte di un'altra specie (devo desumere).
Ma poi che vuol dire "premature"? Quando sarebbe il "momento giusto" per le rughe, secondo voi? Quello prima del lifting?
La verità - a mio modesto parere - è che ci vogliono far sentire prematuri (tutti, uomini e donne), per tenerci immaturi, per farci credere che abbiamo bisogno delle loro "amorevoli cure", che sanno meglio di noi chi siamo e di cosa abbiamo bisogno. Vi vogliono ragazzini, anche ragazzini grotteschi di 40 anni, spaventati, incapaci dirsi "uomini" senza un lieve disagio... A meno che con "uomo" non intendiate il destinatario di un nuovo profumo che stenderà le donne ai vostri piedi...
Beh, lascio a voi uomini il compito di difendervi. Fatevi onore!
Io rispondo a questa bassezza de L'Oreal con un po' di "altezza": la faccia di Hemingway ed una frase di Mark Twayn.

Ah, a proposito del punto di vista delle donne, ecco il mio: le rughe non solo indicano il luogo dove sono stati i sorrisi (e tutte le altre espressioni), ma anche che tu sei capace di farlo ancora; sono un ricordo e una promessa. "Rughe premature" verso il futuro!!! 
**(E se proprio avete bisogno di idratare la pelle, bevete acqua, mangiate frutta e verdura, non fumate ed evitate gli eccessi alcolici, non mangiate troppa carne, e stendete sul viso qualche goccia di olio di germe di grano prima di andare a letto... avete mai letto gli ingredienti delle creme per il viso, voi??!!).
Il modo giusto per cominciare il martedì:
Il modo giusto per finire il martedì:
P.s.:(eppure non tutti ce l'hanno)
P.P.S.: ma se hanno diritto al voto pure quelli della Lega, perchè gli immigrati no!?
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Casa nuova, vita nuova.
La mia esperienza trentina prosegue in un nuovo appartamento. Grazie a tre buone amiche (GRAZIE!), lo scorso week-end ho fatto un trasloco-lampo in un posto dove mi sento molto più "a casa".
Nuova conoscenza: la mia compagna di casa L., ventiseenne brasiliana di Salvador de Bahia, patria di Gilberto Gil e Caetano Veloso (lo so, vien da chiedersi che cosa ci faccia in Trentino! ...Beh, non sto a raccontarvi gli affari suoi!;)), solare e forte.
Incontro ricorrente: sull'autobus N°5 delle 8:46 per corso Bettini, una donna chiassosa sulla quarantina. Si siede sempre di fronte a me, indossa un giaccone di pelliccia sintetica e ombretto blu oltremare, decorato con brillantini giallo oro; le labbra color tenebra.
La prima volta che l'ho vista ero assieme ad una mia collega, che la guardava ridacchiando fra sé mentre, arrancando un po', issava la sua mole su un seggiolino, accanto ad una ragazza. "Io mi siedo vicino a questa signorina!", aveva detto sorridendo, e inaugurando una conversazione ad alta voce colorita e personale. Ho scoperto, poi, che tende ad attaccare bottone con persone che forse conosce appena, oltre a venire a sapere che è diabetica (e mantiene una condotta alimentare del tutto incosciente), Napoletana "di Napoli Napoli", che vive con suo figlio adolescente che ha un cellulare con la fotocamera, che si chiama Patrizia ("è un nome romano, sai? Come 'patrizi e plebei'!"), ecc, ecc.
Ho come la sensazione che prossimamente mi parlerà, e non mi dispiace. La signora mi ispira simpatia, forse perchè tradisce un bisogno di affetto e condivisione che -devo ammetterlo- in questa piccola città montana sembra trovare un terreno piuttosto arido.