Stamattina, accidentalmente l'ultima mattina del 2005, mi sono svegliata e dalla finestra ho visto i palazzi sommersi da una coltre di umidità vischiosa. Tutta la giornata è stata segnata da un senso di sospensione, simile quella visione di pioggia rimasta a mezz'aria.
Mi sento stanca, ho la testa pesante, e non ho alcun istinto celebrativo. Non sento questo pomeriggio diverso da qualsiasi altro. Sarà che me ne sto qui a scrivere seduta sul letto con nell'aria la musica di Nick Cave & The Bad Seeds, mentre sento voci dalla cucina che annunciano che "Piove!". Ehi, in effetti il rumore è proprio di pioggia pesante (mi immagino Fiorella Mannoia, che dal palco di piazza Plebiscito canta "senti che fuori piove...che bel rumore").
Il passaggio d'anno non mi ha mai sorpresa così pigra e indifferente. Vorrei quasi poter avere un giorno bonus di 2005, per darmi il tempo di entrare nello spirito, o anche solo nell'ordine d'idee del capodanno. D'altra parte, perchè mai? Tenterò invece con una doccia e un caffè.
Dove avrò lasciato il guaranà!
Che il 2006 sia una tappa importante nella costruzione nostro magico equilibrio sopra la follia.
P.S.: tutto sommato mi piacerebbe sentire Fiorella Mannoia con A.. Chissà se riesco a convincerlo? Temo proprio che sotto la pioggia non venga.
Se sui libri di storia da domani ci fosse scritto che ci hanno raccontato questa storia per quarant'anni?


Nicanor Parra
creemos ser país y la verdad es que somos apenas un paisaje
crediamo di essere un Paese, la verità è che siamo poco più che un paesaggio

Al Mart (Museo di Arte Moderna e COntemporanea di Trento e Rovereto), dove passo ormai le mie giornate, c'è questa mostra:
... chi viene a trovarmi?
(BEh, era giusto per darvi il preavviso, ma intanto sto benissimo qui a godermi gli abbracci)
Non mi crederete, ma, non appena ho messo piede in terra partenopea dopo quasi due mesi in Trentino, ho preso il solito raffreddore da smog+umidità costiera. Sto dando fondo ai fazzoletti. Ci vorrebbe uno di quei bei Chindogu giapponesi!... Cosa sono? Beh, letteralmente "oggetti inutili" (da chin = bizzarro, inutile + dogu= oggetto). Quella del Chindogu è una moda nata in Giappone sul finire degli anni 80 (il decennio mondiale del materialismo e del consumismo, che ha intasato il Pianeta di inutilità bizzarre... dopo aver prodotto me, la storia doveva pur compensare...HEm, pardon!). A lanciarla fu il giornalista Kenji Kawakami.
Da allora i chindoghisti hanno arricchito l'umanità di prodigi come il burro in stick che evita di sporcare un coltello (ma produce rifiuti di plastica), il segnalatore di fermata per passeggeri sonnolenti, la mano finta reggi-pane per non rischiare di tagliarsi le dita vere, ed altre meraviglie. Ora scopro che esiste addirittura una società internazionale di chindogu e comincio a sentirmi un po' fuori da questa comunità di eroi... Devo inventarmi anch'io qualcosa di inutile all'umanità, o la mia vita resterà vuota e anonimamente utile. ...
Eh.....Ehh...Tchiiiiì! ....Qualcuno ha un fazzoletto...???
Giorni fa sono stata al Pan
,
dove è in corso "Napoli Presente", una mostra di arte contemporanea.
Ho trovato un po' traumatizzante la scelta di esibire come prima opera il video di alcune performance del Das Orgien Mysterien Theater di Herman Nitsch. Artisssta (hem, i più acculturati mi perdoneranno se faccio un po' fatica a scrivere la parola) tedesco che ha messo insieme questo gruppo di persone (il teatro delle orge e dei misteri, appunto) per realizzare delle opere di action art caratterizzate per un'esibizione esasperata e brutale della carne e della corporalità. I componenti mettono in scena riti collettivi in cui nudi o vestiti di teli bianchi, e spesso bendati, fanno strazio di interiora di animali, bevono sangue o alti fluidi corporali, si cospargono di carcasse di animali, dopo essesi legati e crocifissi, rimestano i loro organi sessuali in ciotole di frattaglie e via dicendo.
Insomma, parafrasando il Joker (cfr.: "Batman" di Tim Burton), non so se è arte, ma mi disgusta... e mi chiedo quanto sia saggio esporla al visitatore che magari (come il mio accompagnatore) entra per la prima volta in un museo d'arte contemporanea, APPENA DOPO AVER PAGATO IL BIGLIETTO, a pochi metri dalla biglietteria (mi preoccupo per l'incolumità del bigliettaio, un ragazzo tanto simpatico!)... sarà un'esperienza estetica o una brutta esperienza?

Vabeh, frattaglie a parte, alcune opere erano interessanti, altre divertenti
(questa è di Piero Golia),
Tra le scoperte più intriganti, il gruppo Atrium Project
.
Nota a margine: non smetto di riflettere sull'equivoco e abusato concetto di ARTE. Mi domando se sia mai stato almeno relativamente chiaro. Fa riflettere anche il modo in cui proliferano oggi i termini compositi che designano il lavoro di vari personaggi a vario titolo definiti "artisti" ( action art, street art, land art, public art, ecc.)
Giusto per confondermi ulteriormente le idee, occhieggio in qualche sito e sbircio cose così:


(Anish Kapoor)


(graffito censurato in una strada di Oxford)

(il Reichstag impacchettato da Christo nel 1995)